Sengiari e l'antica pratica del "sovescio"
Il terreno rappresenta l'ingrediente principale per la realizzazione di un vino buono e sano.
Sono tante le componenti agronomiche ed enologiche che intervengono nel processo ma la terra rappresenta il punto di partenza per un vino di qualità.
Questo è il motivo per cui nella nostra azienda anziché ricorrere alla concimazione di sintesi ci affidiamo a una concimazione naturale tramandatoci dai nostri nonni: il Sovescio.
Cos’è il sovescio e a cosa serve?
Il sovescio è un’antica pratica agraria che prevede la semina di erbe in purezza (ovvero tutte dello stesso tipo) o consociate (ovvero un mix di erbe diverse) che verranno poi totalmente interrate.
Serve soprattutto per fertilizzare in modo naturale e biologico il terreno in quanto è in grado di produrre buone quantità di azoto e sostanze nutrienti, senza alcun impatto ambientale, diversamente da quanto accade con i fertilizzanti chimici.
Per la semina, noi della Cantina Sengiari, selezioniamo un mix di erbe graminacee e leguminose così da ottenere un apporto di nutrienti variegato, dovuto al fatto che ogni erba ha la sua specifica composizione. Prima il terreno viene fresato per “ammorbidirlo” e per permettere alle nuove radici di diffondersi più facilmente.
La semina va effettuata dopo il periodo della vendemmia ed al fine di favorire un rilascio graduale nel tempo dei nutrienti, si attende la fioritura inoltrata per lo sfalcio e l’interramento della biomassa.
Tutte queste tecniche contribuiscono a mantenere “vivo” e fertile il terreno che serve a nutrire la vite ed il suo frutto, l’uva. Infatti tutti i nutrienti presenti nell’uva si ritrovano al pari nel vino che da quell’uva si è ottenuto.
Per questo è importante la pratica di una viticoltura naturale che non faccia ricorso a prodotti di sintesi, i quali vengono inevitabilmente assorbiti dal terreno.
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