La tecnica dell’appassimento dei vini Sengiari
L’appassimento delle uve è una pratica molto antica che precede la civiltà greca e veniva utilizzata per conservare più a lungo sia l'uva che, in un secondo momento, il vino, grazie alla maggiore concentrazione di zuccheri e aromi. Disposte su graticci o direttamente sulla vite, le uve iniziano la fase dell’appassimento per raggiungere gradi più concentrati di zucchero e sostanze nutritive.
L’appassimento, il cui tempo dipende dalla tipologia di vino che si vuole ottenere, fa perdere all’uva parte del suo peso originale, con l’evaporazione dell’acqua e la concentrazione degli zuccheri. In questo modo si sviluppano profumi, colori ed elementi gustativi che nel bicchiere esprimono sensazioni uniche e incomparabili.
Esistono diverse tecniche di appassimento per produrre vini rossi di particolare carattere o vini dolci passiti. Le tecniche possono essere infatti di tre tipi:
• in pianta
• naturale
• forzato
Appassimento naturale
Per la produzione dei nostri vini: Vegro Riserva e Passito Fior d’Arancio, usiamo la tecnica dell’appassimento naturale che prevede una lenta disidratazione degli acini dopo la raccolta. I grappoli di uva vengono disposti orizzontalmente su graticci di varia natura e lasciati appassire all’aria in modo naturale.
La durata dell’appassimento naturale dipende da molti fattori, tra i quali la temperatura, l’umidità dell’aria e la produzione naturale di muffe nobili. Per le uve Merlot e Cabernet sono sufficienti 15 giorni circa, per il Moscato Fior d’Arancio l’appassimento può durare fino al mese di dicembre.
Dopo questo periodo le uve perderanno il 30-40% del peso donando al vino una vellutata morbidezza, un corpo rotondo e profumi ben distinti.
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